Notizie dal Club

Networking e lavoro: come valorizzare le relazioni per fare carriera



Tutti i Manager con cui ho lavorato in questi ultimi tre anni e mezzo chiudono le nostre sessioni di lavoro con la domanda: "Mi segnali un cacciatore di teste che possa fare al caso mio?". E la mia risposta è sempre la seguente: "Ancora oggi in Italia il cambio di lavoro manageriale avviene per l'85% dei casi attraverso il networking personale e solo per il15% attraverso gli Head Hunter.

Ma cosa significa Networking personale? Significa ricostruire una lista attendibile di persone con le quali abbiamo lavorato in passato- idealmente ex capi o ex colleghi ai quali abbiamo lasciato un buon ricordo della nostra professionalità; oppure di chiunque abbia ricevuto un vantaggio diretto o indiretto dal nostro lavoro - ex clienti, ex fornitori, consulenti, etc.- e preparare un piano organico di contatti con queste persone.

Quasi tutti sono in grado di partire da una long list 15/20 unità, e ridurla efficacemente a una di 8/10 persone, che è il numero ideale da cui partire. Quindi si comincia a contattare queste persone, per telefono, se è disponibile il cellulare, oppure per mail, e si cerca di ottenere da ciascuno di loro un appuntamento de visu. La semplice telefonata frettolosa non si puo' definire Networking.

L'appuntamento è fondamentale perché denota la disponibilità dell'interlocutore ad ascoltarci e magari anche ad aiutarci. Come? Segnalandoci opportunità di lavoro, creandoci ulteriori contatti, o raccomandandoci opportunità professionali.
Ma un’avvertenza è d’obbligo: mai chiedere "aiutami a trovare un lavoro", domanda troppo diretta e
imbarazzante, ma "che consiglio mi dai"? Questa infatti è una domanda aperta che stimola la generosità del networker e consente risposte a volte molto creative e impensabili.

E' importante andare all'incontro portando con sé il proprio CV (rigorosamente 2 pagine) accompagnato dalla cosiddetta Proposal Mail, con la quale spiegare, in modo personalizzato, perché ci rivolgiamo proprio a quella persona. Il CV deve essere cartaceo perché così puo' rimanere qualche giorno sulla scrivania e funzionare quindi da reminder. Il CV elettronico rischia di essere cancellato o dimenticato come avviene per molte delle mail che riceviamo ogni giorno.

Tutto qui? Basta questo e miracolosamente fioriscono decine di opportunità? Non proprio.

Manca un ingrediente fondamentale, cioè il GIVE and TAKE, il DO UT DES, e cioè la capacità di capire come e quando contraccambiare.

La cosa non è così facile, soprattutto se si è senza lavoro, scoraggiati e in ansia. Piuttosto ci si lascia prendere dalla sindrome dello scocciatore : si chiama il networker ripetutamente credendo con così di moltiplicare le opportunità professionali. E' vero il contrario, e a un certo punto il nostro sponsor potenziale non si fa piu' trovare.

Come si puo' contraccambiare? Come evitare di essere percepiti come petulanti e insistenti scocciatori che sanno solo chiedere? Restituendo a nostra volta qualche cosa. Ma come, visto che siamo noi ad avere bisogno del networker o del cacciatore di teste? lnnanzitutto con una bella, sincera e articolata mail di ringraziamento per l'attenzione ricevuta, per gli eventuali consigli e per il tempo dedicatoci. Un THANK YOU personalizzato e costruito con cura fa miracoli.

Ci sono poi altri modi più impegnativi per contraccambiare: con informazioni, ad esempio segnalando un buon candidato per una ricerca aperta, oppure invitando a pranzo la persona, magari nel suo ristorante preferito, oppure ancora facendogli un piccolo regalo. Mai costoso o impegnativo, perché suonerebbe corruttivo; va bene un bel libro, rigorosamente con dedica, un mazzo di fiori o cioccolatini per le signore......basta dare libero sfogo alla fantasia, dimostrandoci intraprendenti e creativi, cosa che non guasta mai.

A questo punto puo' darsi che il Networker ci procuri un valido contatto o che il cacciatore di teste ci chiami per un progetto o per approfondire la nostra conoscenza. Ma qui finisce il Networking e incominciano i colloqui di lavoro, e di questo parleremo la prossima volta.

Claudio Ceper
Medico delle carriere