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Il Made in Italy ha sempre appeal? Sì, ma deve far fruttare le emozioni



“L’Italia ha maggiori possibilità rispetto ad altri Paesi per la capacità artigianale di costruire con passione prodotti in grado di soddisfare il desiderio di bellezza . Questa passione arriva fino al cliente e diventa desiderio di acquisto che spesso, anche in tempi di crisi, spinge più della necessità”. L’Italia è un Paese inventivo e duttile, una miriade di piccole imprese ad alta creatività restituisce la flessibilità oggi necessaria senza rinunciare alla creatività diffusa. Peccato che queste qualità non siano comprese in una visione strategica”.

A dirlo è Francesco Morace, Sociologo e saggista, tra i più affermati esperti di tendenze a livello internazionale, che il 16 maggio a Milano sarà il protagonista del prossimo incontro dell’executive club sul tema il Consumatore 3.0.

“Siamo in grado di produrre qualità”, prosegue Morace, “ma facciamo fatica a indirizzarle ordinatamente e soprattutto non consideriamo con sufficiente attenzione i servizi e i processi ad essi dedicati: ad esempio le opportunità e le necessità della logistica. Amazon insegna e in questo solo alcuni retailer italiani hanno imparato la lezione. Più in generale sono due gli elementi che vanno coniugati: coraggio e fiducia. Il localismo che è stata la base del grande sviluppo italiano degli anni passati va declinato in modo nuovo, liberandosi dalla visione provinciale di cui soffriamo da sempre. Bisogna fare le cose al meglio, partendo da ciò che siamo e sappiamo creare. Come nel Rinascimento: dopo una grande e profonda crisi siamo usciti puntando sul più bello. Quindi alla fine: unicità, tempestività, reciprocità, sostenibilità sono le chiavi strategica per la crescita."

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