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Core, Growth, Future: i tre pilastri per modellare il futuro.



Incontro con Tino Canegrati, CEO di HP Italia.

Ho avuto la fortuna di entrare in HP nel 1988, dopo la laurea in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano e un’ esperienza in Olivetti. In HP ho trovato un ambiente innovativo ed informale , caratterizzato da una cultura e da una modalità di interazione che ho sentito vicine ai miei valori. In questi anni ho avuto la possibilità di lavorare in ruoli differenti e in quasi tutti i business, ricoprendo incarichi a livello italiano, europeo e worldwide.

Questo lungo percorso in azienda è stato ricco di esperienze umane e professionali. Nel mio caso la ricetta vincente è stata proprio cambiare spesso – ruolo, divisione, area, prospettiva - rimanendo in un ambiente a me congeniale per obiettivi e valori e avendo l’ opportunità di lavorare con grandi professionisti e persone speciali, appassionati di innovazione come me.

HP è una realtà globale che ha proprio l’innovazione nel proprio DNA, oltre all’eredità di una storia importante. È stata fondata nel 1939 da due giovani ingegneri di Stanford, Bill Hewlett e Dave Packard, in un garage divenuto iconico per aver dato origine alla Silicon Valley.HP è stata una delle prime start-up della storia e fra i primi clienti ha annoverato Walt Disney, che utilizzò uno degli strumenti di misura HP per il proprio film ‘Fantasia’.

La nostra sfida, ancora oggi, è creare tecnologie che possano cambiare la vita professionale e personale dei nostri clienti, progettando per loro esperienze straordinarie. Questo è l’obiettivo che ci poniamo ogni giorno. Nel 2016 abbiamo inaugurato l’Innovation Center di HP Italy, uno spazio di oltre 600 mq ospitato presso la nostra sede, vicino a Milano. Questo centro nasce per presentare il meglio della nostra tecnologia in un ambiente integrato e contestualizzato, per offrire una vera ‘esperienza’ ai visitatori e mostrare loro una panoramica degli scenari tecnologici che trasformeranno il modo di lavorare e fare business in futuro – come l’immersive computing, la realtà virtuale o la stampa 3D. In linea con i valori HP e con l’idea stessa di garage company, l’innovation center è disegnato come un ambiente fruibile ed aperto a clienti e partner, in cui poter condividere e sperimentare direttamente la tecnologia, promuovendo così un ecosistema innovativo nel territorio lombardo.

La nostra strategia si basa su tre pilastri, che si possono sintetizzare con: Core, Growth, Future. Il Core identifica il nostro business tradizionale, le aree di prodotto su cui HP ha costruito la propria leadership sul mercato: personal computing, stampanti, workstation, notebook. In questi ambiti ci sono investimenti importanti in tecnologia, design, materiali e soluzioni al fine di creare prodotti belli,  affidabili , sicuri e sostenibili. Per noi è fondamentale continuare a portare innovazione e ‘valore’ ai nostri clienti, rispondendo ad esigenze d’uso sempre più specifiche e personalizzate, in un contesto in continua evoluzione, caratterizzato da nuovi perimetri di utilizzo ‘mobile’ della tecnologia.

Con growth, invece, facciamo riferimento a quei segmenti di business adiacenti alla tecnologia che rappresentano per noi nuove opportunità di sviluppo. Si tratta di mercati tipicamente maturi, che puntiamo a trasformare completamente attraverso la digitalizzazione, che rappresenta un abilitore chiave di efficienza operativa e di nuovi modelli di business. Un esempio significativo in questo senso è il segmento delle multifunzioni A3, nel quale abbiamo ampliato la nostra presenza anche grazie l’acquisizione della divisione printing di Samsung . Anche il mondo della grafica professionale sta vivendo questa evoluzione e la trasformazione digitale ha reso possibili nuovi modelli di sviluppo e di marketing, basati sul concetto di personalizzazione, un trend in crescita in tutti i settori. Un esempio che tutti probabilmente ricordiamo sono le etichette Coca Cola, stampate ognuna con un nome differente. Queste nuove possibilità, abilitate dalla nostra tecnologia di stampa industriale, ci hanno aperto l’ingresso in mercati del tutto nuovi, come quello dell’interior decoration.

Con Il termine Future, infine, definiamo la creazione di nuove categorie di prodotti e di nuovi mercati, come la stampa 3D o l’immersive computing. Come HP siamo entrati nel mondo della stampa 3D manifatturiera circa due anni fa con una nostra tecnologia, mutuata dall’ esperienza nel printing da ufficio. Da allora abbiamo siglato numerose collaborazioni con prestigiosi brand internazionali per la creazione e lo sviluppo di un ecosistema legato ai materiali, fattore essenziale e differenziante parlando di prodotti realizzati con stampa 3D. Le nostre sono macchine di prototipazione, ma anche di piccola produzione. Pensiamo che questo possa veramente fare la differenza per la trasformazione di un mercato, quello dell’additive manufacturing, il cui valore potenziale a livello globale è stimato in 55B$. Penso che per l’Italia questo settore possa rappresentare una sfida ambiziosa e all’insegna della competitività: combinare le potenzialità del 3D con la tradizionale eccellenza manifatturiera italiana, promuovendo potenzialmente una nuova figura di ‘artigiano tecnologico’.

Tutto questo non sarebbe possibile senza investimenti importanti in Ricerca e Sviluppo, un valore globale pari a 1.2 billion $ solo nel 2017, che punta su tecnologia e sostenibilità, nonché sulla responsabilità che un brand come HP ha verso le comunità nelle quali opera.
Oggi molti investimenti sono fatti per ritagliare le singole macchine sulle esigenze dei diversi utilizzatori, in termini di formati, affidabilità, sicurezza e facilità d’uso. Si sta consolidando una tendenza legata alla specializzazione dei dispositivi, per definire prodotti che diano un valore preciso a diverse tipologie di clienti grazie a specifiche funzionalità. Noi ne abbiamo fatto la via maestra della crescita in tutti i segmenti perché ogni utente ha le sue esigenze pressanti: design ricercato, batteria a lunga durata, resistenza al trasporto o esigenze sicurezza avanzata per un’attività lavoro in mobilità, sempre più fuori dal perimetro tradizionale dell’ufficio.

La sicurezza informatica è percepita come una priorità da un numero crescente di utenti, professionisti e imprese ed è uno dei temi centrali nel disegno dei nostri dispositivi. Per esempio, realizziamo dei firmware che rappresentino il massimo della sicurezza possibile per evitare attacchi, ma anche stampanti resilienti che rendano il singolo elemento un mattoncino di un fortino per difendere i dati aziendali. I dati rappresentano oggi l’elemento più prezioso per le aziende e per i consumatori. La domanda di sicurezza ci ha spinti a sposare una logica di cyber-resilienza, sviluppando computer in grado di segnalare e autoripristinare le condizioni originali, annullando in autonomia i danni dei virus, tanto che HP ne ha fatto un driver anche nel settore della stampa personale e da ufficio: la stampante, infatti, non è altro che un pc che trasferisce dati su carta.
 
Per essere riconosciuti come brand premium dai clienti è fondamentale confezionare una risposta al cliente con una soluzione efficace. Sicurezza, integrazione e compatibilità non sono mai aspetti secondari. C'è uno sforzo da parte nostra nel costruire tecnologia il più possibile rispondente alle esigenze, ma sono i partner a renderla fruibile ai clienti e il loro l'apporto di valore è indispensabile. La tecnologia di per sé è per noi è fondamentale, ma la collaborazione con un canale distributivo che sia in grado di complementare questa tecnologia con la conoscenza dei clienti e con la capacità di utilizzare software, soluzioni, competenze e servizi al contorno, è la chiave del successo.