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2019 Global 100 index: quali sono le aziende italiane più green del 2019



E’ la sostenibilità oggi la strada verso l’innovazione e la crescita delle aziende. Energia, paesaggio, trasporti, architettura, economia e sviluppo sostenibile sono sempre più legati tra loro. Al di là della retorica del green, le aziende hanno di fronte un problema di competitività e una delle principali chiavi su cui si gioca è proprio la sostenibilità. Non è solo una questione etica, l’impresa è al centro della rivoluzione green: una sfida legata a doppio filo alla riflessione sul futuro delle nostre città e sulla necessità di invertire la rotta per abbracciare modelli urbanistici , di produzione e di vita più sostenibili.

Su questi temi il 16 aprile a Milano i top manager dell’executive club si confronteranno con Mario Cucinella, Archistar che ha fatto della sostenibilità la sua cifra. Tanti gli aspetti da approfondire perché la scommessa lanciata con il Global compact nel 1999 si trasformi in una sfida imprenditoriale vincente.

Essere imprese green conviene, oltre che, naturalmente, fare bene all'ambiente e alle comunità in cui l'impresa è inserita. Conviene perché stimola l'innovazione, migliora il lavoro, apre mercati di consumatori esigenti e sensibili, rafforza insomma la competitività.

Nel Global 100 la classifica internazionale delle 100 società che si stanno impegnando sui temi relativi all’ambiente, al sociale, alla governance e all’etica di business sono presenti anche due aziende italiane: Intesa Sanpaolo (80°), confermata per il terzo anno consecutivo unica banca italiana presente, ed Erg, la compagnia guidata da Edoardo Garrone, che si è piazzata al 16° posto e che oggi è il primo produttore in Italia di energia eolica, tra i primi in Europa, oltre che attivo nella produzione di energia elettrica da fonte idrica, solare e termoelettrica.

Per quanto riguarda la classifica generale vediamo al primo posto Chr. Hansen Holding, un’azienda danese attiva nel campo delle bioscienze, che ricava oltre l’80% delle sue entrate sviluppando soluzioni naturali per la conservazione di alimenti come yogurt e latte, proteggendo le colture utilizzando batteri naturali invece di pesticidi e alternative agli antibiotici per gli animali. Interessante notare che quasi il 30% del consiglio di amministrazione di Chr. Hansen Holding è composto da donne e gli stipendi degli executive sono circa 24 volte superiori a quelli di un lavoratore medio, il che, secondo il report, è un rapporto relativamente basso.

Il secondo posto è occupato da Kering SA, gruppo francese guidato da François-Henri Pinault e proprietario di brand di moda come Gucci, Saint Laurent e Alexander McQueen. Il marchio ha dimostrato di prendere sul serio la sostenibilità acquisendo oltre il 40% dei suoi prodotti da fonti sostenibili certificate. Il 60% del board della compagnia è composto da donne. Conclude il podio in terza posizione Neste Corporation, raffineria finlandese con un fatturato annuo di oltre 10 miliardi di dollari, che recentemente ha virato nel campo dei biocarburanti rinnovabili.

Per rendere l’idea di quanto la sostenibilità sia un punto chiave per la crescita di un’azienda, ha rilevato il report di Corporate Knights, tra il 2005 e il 2018, le società Global 100 hanno realizzato un rendimento netto dell’investimento del 127,35%, rispetto al 118,27% dei rendimenti delle società dell’indice MSCI All Country World.

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a cura di AMF